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TrailGame e leadership sotto pressione: cosa rivelano le sfide in tempo reale nel team building aziendale

2 giorni fa
Tempo di lettura: 7 min


di Simona Gotta - Giudice TrailGame

Ci sono persone che in una riunione sembrano leader naturali. Parlano con sicurezza, organizzano il lavoro, prendono decisioni rapidamente e riescono a mantenere il controllo della situazione. Poi cambia il contesto, compare un problema inatteso, il tempo si riduce e le informazioni disponibili non sono più così chiare. Ed è proprio in quel momento che può emergere qualcosa di molto interessante: la leadership reale di un gruppo non coincide sempre con quella che siamo abituati a vedere in ufficio.

È uno degli aspetti più affascinanti di TrailGame. Durante un’esperienza di team building outdoor in Piemonte, le persone vengono portate fuori dagli schemi abituali e si trovano davanti a indizi da interpretare, percorsi da scegliere, informazioni da collegare e decisioni che devono essere prese insieme.

Non c’è una scrivania dietro cui rifugiarsi, non esiste una presentazione già preparata e soprattutto non sempre c’è tempo per analizzare ogni possibilità. La squadra deve osservare ciò che ha davanti, confrontarsi e decidere.

È in queste situazioni che la leadership può assumere forme completamente diverse.


TrailGame e leadership: quando il ruolo aziendale rimane sullo sfondo

In azienda ognuno arriva con una posizione abbastanza definita. Ci sono responsabili, collaboratori, persone con maggiore esperienza e colleghi entrati da poco. Anche quando nessuno lo dice apertamente, queste gerarchie possono influenzare il modo in cui un gruppo comunica.

Se il responsabile propone una soluzione, può accadere che gli altri siano portati a seguirla. Se una persona ha sempre avuto un ruolo più operativo, può intervenire meno anche quando avrebbe qualcosa di importante da aggiungere.

Durante TrailGame, invece, il contesto cambia.

Davanti a un enigma non conta necessariamente chi ricopre la posizione più alta in azienda. Conta chi riesce a vedere qualcosa che gli altri non hanno notato.

Davanti a un bivio non è detto che debba decidere la persona che normalmente coordina il gruppo. Potrebbe emergere un collega capace di orientarsi meglio, interpretare un particolare o collegare due informazioni apparentemente lontane.

La leadership, in quel momento, non viene assegnata da un organigramma. Nasce da ciò che sta accadendo.

Ed è proprio questa possibilità di osservare il gruppo fuori dai ruoli consueti a rendere un team building esperienziale molto diverso da una semplice attività ricreativa.



Durante TrailGame la leadership può cambiare da una prova all’altra

Pensiamo spesso al leader come a una persona precisa: qualcuno che guida e gli altri che seguono.

Ma una squadra efficace può funzionare in modo molto più fluido.

Una delle caratteristiche di TrailGame è che le prove non richiedono necessariamente sempre la stessa capacità. In un momento può servire ragionamento, poco dopo capacità di osservazione; una situazione può richiedere rapidità, mentre quella successiva può premiare chi sa fermare il gruppo e riconsiderare una decisione.

Questo significa che la persona più utile alla squadra può cambiare continuamente.

Chi ha guidato il gruppo nella prima parte del percorso può lasciare spazio a qualcun altro davanti a una situazione diversa. Una persona rimasta inizialmente in secondo piano può improvvisamente diventare determinante. Qualcuno può scoprire di essere molto efficace nel mettere insieme opinioni contrastanti, mentre un altro può avere la capacità di mantenere il gruppo concentrato quando tutti iniziano a proporre soluzioni differenti.

La leadership diventa quindi qualcosa che circola nella squadra.

Ed è un passaggio interessante anche per il mondo aziendale, perché mostra concretamente quanto possa essere prezioso riconoscere competenze differenti e lasciare che emergano nel momento in cui servono.


TrailGame sotto pressione: decidere quando non si possiedono tutte le informazioni

Nella vita professionale raramente si dispone di tutte le informazioni che si vorrebbero avere prima di prendere una decisione. A volte bisogna scegliere comunque.

Una situazione simile può verificarsi durante TrailGame.

La squadra osserva un indizio, formula alcune ipotesi e deve capire quale seguire. Qualcuno vorrebbe continuare ad analizzare, qualcun altro preferirebbe provare immediatamente una soluzione. Il tempo passa e il gruppo deve trovare un punto di equilibrio.

È proprio qui che iniziano a emergere dinamiche molto concrete.

C’è chi tende a prendere il controllo, chi cerca il consenso di tutti, chi riesce a sintetizzare rapidamente le diverse opinioni e chi introduce una domanda capace di cambiare completamente il ragionamento.

Non serve simulare artificialmente una situazione aziendale. Il gioco crea già una piccola pressione: c’è un obiettivo, c’è la voglia di procedere e magari c’è un’altra squadra che potrebbe essere più avanti.

La cosa interessante non è soltanto osservare quale decisione viene presa. È vedere come il gruppo arriva a quella decisione.


La leadership in TrailGame non significa parlare più forte degli altri

TRAILGAME
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Esiste un equivoco abbastanza comune: confondere leadership e capacità di imporsi.

In una sfida di squadra, però, parlare più degli altri non significa necessariamente guidare meglio.

A volte la persona più importante è quella che riesce a fermare per qualche secondo la discussione e chiedere: “Abbiamo ascoltato tutte le possibilità?”

In altri momenti può essere chi comprende che il gruppo sta perdendo tempo e riesce a riportarlo sull’obiettivo. Oppure chi vede che un collega sta cercando di intervenire senza riuscirci e gli lascia spazio.

Sono forme di leadership meno evidenti, ma spesso estremamente efficaci.

Durante un TrailGame aziendale possono emergere proprio perché le persone non stanno partecipando a un esercizio dichiarato sulla leadership. Sono concentrate su qualcosa di molto più immediato: trovare una soluzione.

E quando l’attenzione si sposta dal “come dovrei comportarmi” al “come facciamo ad andare avanti”, alcuni comportamenti diventano più spontanei.


TrailGame e ascolto: un leader efficace sa utilizzare le capacità della squadra

Un leader non deve necessariamente conoscere tutte le risposte. Una delle sue capacità più importanti può essere riconoscere dove si trovano le risorse necessarie per trovarle.

Durante TrailGame questo principio diventa estremamente concreto.

Se una squadra deve interpretare un elemento del territorio, risolvere un quesito o individuare la direzione corretta, può accadere che nessuna persona possieda da sola tutti gli elementi necessari.

La soluzione nasce mettendo insieme frammenti.

Qualcuno ha osservato un particolare. Un altro ricorda un'informazione ricevuta in precedenza. Una terza persona comprende il collegamento tra le due cose.

La leadership efficace, in una situazione simile, consiste anche nel permettere che questi contributi arrivino sul tavolo.

Chi riesce ad ascoltare, fare domande e coinvolgere le persone può diventare molto più utile alla squadra di chi cerca semplicemente di fornire la risposta più velocemente.

Ed è proprio questo che rende il gioco interessante: il risultato finale dipende dalla capacità del gruppo di utilizzare le proprie risorse.


TrailGame e l’errore: cosa fa un leader quando la scelta è sbagliata?

C’è un momento che può raccontare molto di una squadra: quello successivo a un errore.

Un’ipotesi sembrava convincente, il gruppo l’ha seguita e si scopre che era sbagliata.

Cosa succede?

Qualcuno cerca immediatamente chi aveva proposto quella soluzione? Il gruppo perde energia? Si apre una discussione interminabile su ciò che avrebbe dovuto essere fatto? Oppure la squadra riesce a riorganizzarsi, capire cosa non ha funzionato e ripartire?

In un team building outdoor aziendale, anche una situazione apparentemente banale può mostrare quanto sia importante la gestione dell’errore.

Il leader più efficace potrebbe essere proprio colui che impedisce alla squadra di rimanere bloccata sulla decisione precedente e riesce a riportare l’attenzione su quella successiva.

Il gioco permette di vivere questa dinamica in un contesto leggero. Nessun progetto aziendale è realmente fallito, nessun cliente è stato perso e nessun budget è stato compromesso. Eppure il meccanismo relazionale può essere sorprendentemente simile.

La squadra ha sbagliato. Ora deve decidere cosa farne.

TrailGame nel Monferrato e nelle Langhe: quando anche il territorio introduce l’imprevisto

Portare queste dinamiche all’aperto aggiunge un elemento ulteriore.

Nel team building outdoor in Piemonte, il territorio non è perfettamente controllabile come una sala meeting. Il gruppo si muove, osserva, cambia prospettiva e deve continuamente rapportarsi con lo spazio che lo circonda.

Tra i paesaggi del Monferrato e delle Langhe, un borgo, un sentiero, un vigneto o un particolare incontrato lungo il percorso possono diventare parte dell’esperienza.

Questo rende TrailGame ancora meno prevedibile.

Il gruppo non riceve semplicemente una serie di esercizi seduto allo stesso tavolo. Deve spostarsi, orientarsi, cercare e interpretare.

E quando il contesto cambia, anche la leadership deve adattarsi.

Una persona efficace in una fase può avere bisogno dell’aiuto di qualcun altro pochi minuti dopo. Il territorio stesso contribuisce quindi a creare quella variabilità che permette a competenze diverse di emergere.

TrailGame mostra la differenza tra comandare e guidare

Forse una delle cose più interessanti che un’esperienza di questo tipo può far emergere è proprio la differenza tra comando e leadership.

Comandare significa indicare una direzione.

Guidare una squadra è qualcosa di più complesso.

Significa capire quando decidere rapidamente e quando ascoltare ancora. Significa assumersi la responsabilità di una scelta senza impedire agli altri di contribuire. Significa riconoscere che qualcuno possiede una competenza migliore della propria e permettergli di utilizzarla.

E significa anche mantenere unito il gruppo quando la soluzione non arriva immediatamente.

Durante TrailGame nessuno deve spiegare teoricamente questi concetti. Possono comparire davanti a un indizio, durante una discussione o mentre la squadra cerca di capire quale sarà la prossima mossa.

È il motivo per cui il team building esperienziale può lasciare qualcosa di diverso rispetto a una semplice giornata trascorsa insieme.

Le persone non ascoltano soltanto una definizione di leadership.

La sperimentano.

Dopo TrailGame, il team può guardarsi con occhi diversi

Alla fine dell’esperienza, la classifica può essere divertente e la vittoria certamente conta per chi ha trascorso ore cercando di conquistarla.

Ma non è necessariamente la parte più interessante.

Può rimanere la scoperta che quel collega apparentemente silenzioso possiede una straordinaria capacità di osservazione. Che una persona considerata molto individualista è stata invece quella che ha coinvolto maggiormente gli altri. Che chi normalmente guida il gruppo è stato capace di lasciare spazio quando ha riconosciuto una competenza migliore della propria.

Sono piccole scoperte, ma possono modificare il modo in cui le persone si percepiscono.

E forse è proprio qui che TrailGame mostra una delle potenzialità più interessanti del team building aziendale outdoor.

Togliere temporaneamente un gruppo dal proprio ambiente abituale, affidargli una missione e lasciarlo libero di trovare il modo per raggiungerla significa creare uno spazio nel quale ruoli, capacità e relazioni possono essere osservati da una prospettiva differente.

Si parte pensando di dover risolvere una serie di sfide.

Poi, lungo il percorso, può emergere una domanda molto più interessante: come funziona davvero la nostra squadra quando dobbiamo decidere insieme?

La risposta non arriva da una slide.

Arriva dalle persone.

TrailGame è un’esperienza di team building outdoor in Piemonte che unisce territorio, gioco, collaborazione e strategia tra Monferrato, Langhe e natura autentica.

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